La trasformazione della montagna è attualmente soprattutto una trasformazione culturale di cui ancora si fa fatica a percepirne i contorni, le dimensioni e la portata.
Se nella cultura generalista le Alpi si considerano come un territorio di confine o marginale, esse, nella realtà, non lo sono mai state, nè storicamente nè al giorno d’oggi.
Cambiare paradigma e sguardo, considerare le Alpi come un territorio tra i confini, e al centro di perpetui scambi, è ciò che anima questo lavoro.
Le Alpi sono un luogo unico al mondo tra la conservazione delle tradizioni e la contaminazione tra culture, tra la difficoltà del vivere in pendenza e ambienti di rara bellezza e integrità. In ragione del loro essere da sempre transfrontaliere, si puo' mutuare dall'ecologia del paesaggio il concetto di ecotono, ovvero là dove la biodiversità è più ricca.
Ma cosa accade oggi?
Oggi è ancora così, come da sempre sulle montagne: non vi è solo la memoria dei lavori scomparsi, o la difficile permanenza di quelli legati alla ruralità, vi si affiancano anche nuove possibilità lavorative.
C’è tutto un pullulare di nuove energie: le Alpi e più in generale, le zone interne, sono un mosaico di novità sociali e un laboratorio di innovazione, come lo sono sempre state, un luogo periferico ma sostanzialmente ‘più libero’ dei centri urbani.
Questo lavoro di reportage si occupa di cercare i volti e le storie di chi fa vivere la montagna oggi, chi attraverso il suo lavoro crea occupazione e mantiene un territorio produttivo, quindi vitale. Si vuole contribuire alla creazione di un immaginario delle Alpi lontano dagli stereotipi e quindi più fecondo di possibilità e di ispirazioni. Straordinariamente creative ma anche piene di contraddizioni, le Alpi della contemporaneità delineano scenari innovativi ma anche pongono delle domande e degli orizzonti di senso che bisognerà prima o poi affrontare. Questo lavoro non ha solo una valenza narrativa ma può diventare un vero e proprio punto di riferimento sociologico per chi si occupa di comprendere la contemporaneità nei territori marginali.
Esso procede in autonomia ma nasce e prende le mosse da una costola di un corpus di studi più ampi maturati all’interno dell’esperienza torinese del Politecnico. A partire infatti dall’antesignano lavoro di Federica Corrado, Alberto Di Gioia e Giuseppe Dematteis, Nuovi Montanari, fino al più recente Riabitare l’Italia, sotto la cura di Antonio De Rossi, la ricerca sui ritorni alle terre alte appare come un elemento importante di raccordo tra i vari dipartimenti universitari, da geografia ad architettura. Questo ambiente di ricerca può essere considerato al giorno d’oggi come il riferimento italiano degli studi che riguardano appunto i vari ritorni alle terre alte. E’ in questo humus culturale che si colloca la ricerca di dottorato di uno dei due autori. Nello specifico la tesi si sta occupando delle le trasformazioni spaziali attuate dai newcomers e dei loro immaginari relativi all’ambiente fisico. Questa ricerca è svolta principalmente sul campo, e anche grazie a questa particolarità che si è compreso che la memoria delle singole individualità non deve essere dispersa, ma in qualche maniera fermata nel tempo. Perchè in questo tempo storico è importante conoscere le varie individualità che innovano sia l’arte di vivere in montagna sia nuove forme di comunità e socialità, questo per contribuire a delineare un’idea originale di cosa sia la montagna al giorno d’oggi, ma soprattutto di quello che potrà essere nel domani.
Metodologia di analisi e operatività
La metodologia di analisi sarà su base geografica e tale sarà la restituzione editoriale. Si immagina quindi una pubblicazione editoriale periodica in cui verranno raccontate le storie dei protagonisti, metodologicamente affrontate e considerate per valli, ovvero la struttura geografico-paesaggistica per eccellenza delle Alpi. Il focus della narrazione procederà attraverso i loro volti e le loro mani. Si immagina che per ogni pubblicazione vi sarà anche una piccola appendice in cui si riporteranno dei temi emergenti sullo stato ‘sociale’ delle Alpi oggi.
Ad esempio il ruolo delle donne, della tecnologia, dell’innovazione, della presenza degli immigrati, sul cambiamento del concetto di comunità ecc..
L’ambizione è di esplorare in maniera sistematica tutto l’arco alpino italiano, prendendo le mosse dal Piemonte e dalla Liguria, per poi procedere verso i settori più orientali delle Alpi.
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